
KernFilm
Die Kern Filmproduktion ist eine Plattform für dokumentarisch arbeitende Filmschaffende mit gesellschaftlichem Engagement. Die Firma entstand 1985 (Geschichte) als Filmproduktion der Firmengründer Leslie Franke und Herdolor Lorenz. Mittlerweile ist die Kern Filmproduktion Produzent für Projekte verschiedenster Filmemacher von dokumentarischen Werken.
Die Kern Filmproduktion produziert neben eigenen Projekten zahlreiche Filme in Kooperation mit anderen Filmemachern und Autoren. Wenn vorrecherchierte Vorschläge uns unterstützenswert erscheinen, organisieren wir die Finanzierung. Eine Besonderheit ist die von uns seit Jahren praktizierte Finanzierung durch Subskription für "Filme von unten" .Die unsichtbare Grenze des Sagbaren
Von der Freiheit im öffentlich-rechtlichen Fernsehen und anderen Illusionen, Interview der Nachdenkseiten mit Leslie Franke und Herdolor Lorenz
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IN BALÍA DEL MERCATO
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IN BALÍA DEL MERCATO
Durata: 99 Minuti
Un film di Leslie Franke e Herdolor Lorenz
L’Europa sta cambiando. Dall’inizio del nuovo millenio e in seguito alla crisi finanziaria si è scelto di puntare in nuove direzioni. L’economia sociale di mercato, i sistemi sociali solidali, per decenni oggetto di discussione, sono oggi a disposizione. A cambiare rapidamente sono soprattutto il mercato del lavoro e con esso l’uomo. È in questa prospettiva che si inserisce il film „IN BALÍA DEL MERCATO“.
Fino a vent’anni fa in Germania quasi i due terzi delle persone avevano un contratto di lavoro a tempo pieno che prevedeva l’obbligo di una previdenza sociale. Oggi solo il 38% delle persone rientra in questa categoria mentre la metà degli impiegati lavorano senza avere certezze!. Il film mostra fattorini guidati da un algoritmo che consegnano cibo a domicilio, commercianti al dettaglio che lavorano su chiamata o crowdworker, che su piattaforme online lavorano in concorrenza con il resto del mondo. Oggi molte persone che hanno la fortuna di lavorare in strutture considerate sicure come le università hanno contratti a termine. Significa che si lavora a vista con un orizzonte pianificato che varia da poche settimane a un anno massimo. Il Dr. phil. Dr. rer. med. Peter Ullrich è contento di avere un nuovo contratto della durata di un mese: „La pensione è assicurata,“ dice sogghignando.
C’è un elemento che accomuna tutte queste moderne modalità di lavoro: il titolare si sottrae alle sue responsabilità caricando il rischio economico e sociale sulle spalle dell’impiegato. In merito il sociologo Simon Schaupp rileva una volontaria atomizzazione da parte del lavoratore e lo sviluppo di „una tendenza per cui le persone si isolano e non si auto-organizzano evitando fastidi.“
Nel caso di posizioni di responsabilità a livelli medio-alti con contratti di lavoro a tempo indeterminato si riscontra invece tutt’altra situazione. Ma anche qui, spesso e volentieri, la responsabilità del destino dell’azienda viene spinta sui collaboratori. In questi casi la definizione più usata è „Management by crisis“ – per cui i dipendenti dovrebbero immolarsi per salvare l’impresa dedicandogli la loro vita. Nobile gesto che però non li salva dall’essere licenziati in tronco al telefono o essere accompagnati alla porta dalla sicurezza neanche si trattasse di un pericoloso criminale. Gli scienziati spiegano come lo stress causato da questo tipo di esperienze e il fatto di essere estromessi dall’ambiente lavorativo siano la causa scatenante di malattie corporee.
Il film mostra il crollo delle persone sotto il peso di queste situazioni e di questa incertezza, mette in luce come la depressione e il burnout rendano la loro vita un inferno. E spiega come in situazioni del genere molte personecredano ancora che sia colpa del destino o che si tratti di un caso isolato. È incredibile come tutti questi esempi di relazioni umane e lavorative spesso siano collegate a casi di isolamento sociale e solitudine – sintomatiche del fatto che il tessuto connettivo sociale sta andando in frantumi.
In un mondo in cui la concorrenza, lo sfruttamente e una libertà senza regole sono gestite dagli investitori, esiste un principio essenziale: „Race to the bottom“, per cui la competizione al ribasso punta a condizioni di lavoro sempre peggiori, salari più bassi e meno diritti umani per tutti. „IN BALÍA DEL MERCATO“ racconta le condizioni di lavoro di autisti di mezzi pesanti impiegati in aziende subappaltatrici dell’Europa dell’est e di famose catene del tessile e dell’industria di abbigliamento. Queste aziende fanno produrre la loro merce nell’Europa dell’est da lavoratrici che cuciono assieme le stoffe 12 ore al giorno sette giorni su sette e sono pagate a cottimo con un comepenso cinque volte più basso della soglia di minima. Ma è questa la direzione nella quale continuano a dirigersi le imprese allettate da condizioni vantaggiose. Tra tante storie, nel focus c’è l’Etiopia dove le lavoratrici e i lavoratori vengono pagati 27 dollari al mese, la metà di un salario in Bangladesh! – Questa follia non è senza alternativa. Il film presenta anche aziende che operano secondo il principio del bene comune, impiegati di aziende di trasporto che fondano un consiglio di fabbrica e la forza della solidarietà di giovani uomini che si impegnano per una trasformazione del sistema. „IN BALÍA DEL MERCATO“ è un film che infonde coraggio, che coinvolge e unisce. Perchè un’altra vita è possibile.
